mercoledì 17 febbraio 2010

Quaresima 2010

Cari amici,
entriamo in tempo di Quaresima e vorrei proporre alla vostra attenzione e meditazioni due brani tratti da alcuni recenti discorsi di Benedetto XVI.
Per primo vi segnalo le parole rivolta dal Papa in occasione dell'incontro con la Pontificia Accademia per la Vita. In questi giorni, lo scorso anno si concludeva la vicenda Englaro. Tutti ricordiamo quei giorni così difficili e di aspra polemica: probabilmente anche voi ci avete ripensato..

Anche la bioetica, come ogni disciplina, necessita di un richiamo capace di garantire una coerente lettura delle questioni etiche che, inevitabilmente, emergono dinanzi a possibili conflitti interpretativi. In tale spazio si apre il richiamo normativo alla legge morale naturale. Il riconoscimento della dignità umana, infatti, in quanto diritto inalienabile trova il suo fondamento primo in quella legge non scritta da mano d’uomo, ma iscritta da Dio Creatore nel cuore dell’uomo, che ogni ordinamento giuridico è chiamato a riconoscere come inviolabile e ogni singola persona è tenuta a rispettare e promuovere (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1954-1960). Senza il principio fondativo della dignità umana sarebbe arduo trovare una fonte per i diritti della persona e impossibile giungere a un giudizio etico nei confronti delle conquiste della scienza che intervengono direttamente nella vita umana. E’ necessario, pertanto, ripetere con fermezza che non esiste una comprensione della dignità umana legata soltanto ad elementi esterni quali il progresso della scienza, la gradualità nella formazione della vita umana o il facile pietismo dinanzi a situazioni limite.

per leggerlo interamente vai su:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20100213_acdlife_it.html

C'è un altro bel discorso che il Pontefice ha rivolto ai seminaristi del Seminario Romano. Mi sembra che contenga indicazioni utili anche per il nostro cammino quaresimale:

Dio non è più sconosciuto: nel volto del Cristo Crocifisso vediamo Dio e vediamo la vera onnipotenza, non il mito dell’onnipotenza. Per noi uomini potenza, potere è sempre identico alla capacità di distruggere, di far il male. Ma il vero concetto di onnipotenza che appare in Cristo è proprio il contrario: in Lui la vera onnipotenza è amare fino al punto che Dio può soffrire: qui si mostra la sua vera onnipotenza, che può giungere fino al punto di un amore che soffre per noi. E così vediamo che Lui è il vero Dio e il vero Dio, che è amore, é potere: il potere dell’amore. E noi possiamo affidarci al suo amore onnipotente e vivere in questo, con questo amore onnipotente.

“Questo vi dico: ‘Tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome ve lo conceda’”. Una breve catechesi sulla preghiera, che ci sorprende sempre di nuovo. Due volte in questo capitolo 15 il Signore dice “Quanto chiederete vi do” e una volta ancora nel capitolo 16. E noi vorremmo dire: “Ma no, Signore, non è vero”. Tante preghiere buone e profonde di mamme che pregano per il figlio che sta morendo e non sono esaudite, tante preghiere perché succeda una cosa buona e il Signore non esaudisce. Che cosa vuol dire questa promessa? Nel capitolo 16 il Signore ci offre la chiave per comprendere: ci dice quanto ci dà, che cosa è questo tutto, la charà, la gioia: se uno ha trovato la gioia ha trovato tutto e vede tutto nella luce dell’amore divino. Come San Francesco, il quale ha composto la grande poesia sul creato in una situazione desolata, eppure proprio lì, vicino al Signore sofferente, ha riscoperto la bellezza dell’essere, la bontà di Dio, e ha composto questa grande poesia.

È utile ricordare, nello stesso momento, anche alcuni versetti del Vangelo di Luca, dove il Signore, in una parabola, parla della preghiera, dicendo: “Se già voi che siete cattivi date cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre nel cielo darà a voi suoi figli lo Spirito Santo”. Lo Spirito Santo - nel Vangelo di Luca - è gioia, nel Vangelo di Giovanni è la stessa realtà: la gioia è lo Spirito Santo e lo Spirito Santo è la gioia, o, in altre parole, da Dio non chiediamo qualche piccola o grande cosa, da Dio invochiamo il dono divino, Dio stesso; questo è il grande dono che Dio ci dà: Dio stesso. In questo senso dobbiamo imparare a pregare, pregare per la grande realtà, per la realtà divina, perché Egli ci dia se stesso, ci dia il suo Spirito e così possiamo rispondere alle esigenze della vita e aiutare gli altri nelle loro sofferenze. Naturalmente, il Padre Nostro ce lo insegna. Possiamo pregare per tante cose, in tutti i nostri bisogni possiamo pregare: “Aiutami!”. Questo è molto umano e Dio è umano, come abbiamo visto; quindi è giusto pregare Dio anche per le piccole cose della nostra vita di ogni giorno.

Ma, nello stesso tempo, il pregare è un cammino, direi una scala: dobbiamo imparare sempre più per quali cose possiamo pregare e per quali cose non possiamo pregare, perché sono espressioni del mio egoismo. Non posso pregare per cose che sono nocive per gli altri, non posso pregare per cose che aiutano il mio egoismo, la mia superbia. Così il pregare, davanti agli occhi di Dio, diventa un processo di purificazione dei nostri pensieri, dei nostri desideri. Come dice il Signore nella parabola della vite: dobbiamo essere potati, purificati, ogni giorno; vivere con Cristo, in Cristo, rimanere in Cristo, è un processo di purificazione, e solo in questo processo di lenta purificazione, di liberazione da noi stessi e dalla volontà di avere solo noi stessi, sta il cammino vero della vita, si apre il cammino della gioia.

Come ho già accennato, tutte queste parole del Signore hanno un sottofondo sacramentale. Il sottofondo fondamentale per la parabola della vite è il Battesimo: siamo impiantati in Cristo; e l’Eucaristia: siamo un pane, un corpo, un sangue, una vita con Cristo. E così anche questo processo di purificazione ha un sottofondo sacramentale: il sacramento della Penitenza, della Riconciliazione nel quale accettiamo questa pedagogia divina che giorno per giorno, lungo una vita, ci purifica e ci fa sempre più veri membri del suo corpo. In questo modo possiamo imparare che Dio risponde alle nostre preghiere, risponde spesso con la sua bontà anche alle preghiere piccole, ma spesso anche le corregge, le trasforma e le guida perché possiamo essere finalmente e realmente rami del suo Figlio, della vite vera, membri del suo Corpo.

Ringraziamo Dio per la grandezza del suo amore, preghiamo perché ci aiuti a crescere nel suo amore, a rimanere realmente nel suo amore.


per leggerlo interamente vai su:
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20100212_seminario-romano-mag_it.html

lunedì 1 febbraio 2010

"Venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po'"


«Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò» (Mc 6,31).

Sabato 20 e domenica 21 febbraio il Vescovo terrà il ritiro annuale per i giovani. Come lo scorso anno saremo a Bocca di Magra (SP) nella bellissima casa sul mare. È un occasione per metterci in ascolto della Parola di Dio, per passare un po’ di tempo assieme e per condividere il nostro percorso di fede.
Il ritiro è rivolto a tutti i ragazzi e le ragazze tra i 16 ed i 35 anni, ai referenti in consulta di PG e agli animatori di gruppi giovanili. Vi chiediamo di farci sapere prima possibile la vostra partecipazione. Stiamo pensando al programma. Se hai qualche proposta, facci sapere, qualcosa che vorresti fosse presente all'interno del ritiro. L'anno scorso, assieme ai momenti di catechesi del Vescovo, avevamo inserito anche dei laboratori e un momento nel quale il Vescovo rispondeva alle nostre domande. Pensi sia utile riproporlo anche quest'anno?
Il costo del ritiro è di 50 euro. - Lenzuola e asciugamani sono da portare. Se vuoi saperne di più sul Monastero Santa Croce dove saremo ospitati, vai al Sito Ufficiale www.pistoiagiovani.it

venerdì 29 gennaio 2010

Gruppi di ascolto: secondo appuntamento!


Domenica 31 Gennaio 2009

Gruppi di ascolto della Comunità Maria Madre Nostra all'Aias

SECONDO APPUNTAMENTO!


I Gruppi di Ascolto sono formati da un gruppetto di persone che si riuniscono per ascoltare il Vangelo in famiglia. Lo scopo è quello di crescere nella conoscenza del Vangelo e del Signore Gesù, insieme agli altri. Il gruppo è guidato da un animatore, il cui compito consiste nell'aprire l'incontro con una brevissima spiegazione del brano del Vangelo, a cui segue un tempo di silenzio perchè tutti possano rileggersi il brano con attenzione. Al silenzio segue lo scambio ed il confronto dove che vuole può condividere con gli altri le riflessioni, le domande, le sensazioni, che l'ascolto di quel brano gli ha suscitato.

Domenica 31 Gennaio dalle ore 21:00 alle ore 22:00, ci ritroveremo per il secondo appuntamento, dividendosi in tre diverse famiglie, ciascuno di noi può scegliere il luogo più comodo alle proprie esigenze in quanto ogni gruppo tratterà lo stesso brano del Vangelo contemporaneamente.

Mettiamo qui di seguito gli indirizzi delle famiglie che si sono rese disponibili:

  • Casa di Simone e di Fiammetta Del Bino, via D'Aragona - Bottegone
  • Casa di Elena e Mafalda Premuda, Viale Adua 115 - Pistoia
  • Casa di Laura Corrieri e Bruno, via Busoni 1 - Pistoia

Per ulteriori informazioni potete chiamare :

Irene. 328 8852699

Massimo: 333 22 36355

Ugo: 3386 509437

domenica 17 gennaio 2010

Buoni propositi per l'anno nuovo?

Cari amici,
con il 2010 si apre un anno - ed un decennio - di significativi cambiamenti e novità per la nostra Associazione! I lavori del nuovo Centro sono finalmente entrati nel vivo e per l'Epifania i ragazzi dell'AIAS sono saliti sul palco di Piazza del Duomo invitando tutti alla generosità e alla partecipazione gioiosa..

Quest'anno si presenta ricco di appuntamenti e incontri: dal pellegrinaggio alla Sacra Sindone insieme al Papa, al viaggio a Santiago e Fatima quest'estate, e poi lo Spettacolo dei ragazzi con i volontari, il mare..ma soprattutto la grande avventura del "tempo ordinario" (non soltanto liturgicamente parlando), la sfida del quotidiano in cui le mamme e i genitori sono i grandi protagonisti. Come vivere questo tempo apparentemente dimesso?

Vi giro la lezione di un santo molto attuale che presto festeggeremo: San Francesco di Sales.

I piccoli gesti quotidiani di carità, un mal di testa, un mal di denti, un lieve malessere, una stranezza del marito o della moglie, un vaso rotto, un dispetto, una smorfia, la perdita di un guanto, di un anello, di un fazzoletto; quel piccolo sforzo per andare a letto presto la sera e alzarsi al mattino di buon'ora per pregare, per fare la comunione; quella piccola vergogna che si prova a fare in pubblico un atto di devozione; a farla breve, tutte le piccole contrarietà accettate e abbracciate con amore fanno infinitamente piacere alla Bontà divina, che, per un bicchiere d'acqua, ha promesso il mare della felicità completa ai fedeli; e siccome queste occasioni si presentano in continuazione, servirsene bene è un mezzo sicuro per accumulare grandi ricchezze spirituali.
Quando nella vita di S. Caterina da Siena ho letto tanti rapimenti ed elevazioni di spirito, tante
parole di sapienza e persino di predicazioni tenute da lei, ho avuto la certezza che con quell'occhio di contemplazione aveva rapito il cuore dello Sposo celeste; ma mi ha consolato nella stessa misura vederla in cucina girare umilmente lo spiedo, attizzare il fuoco, preparare il cibo, impastare il pane e fare tutti gli uffici più umili della casa, con un coraggio pieno di amore e di dilezione per il Signore.

Ho uguale stima per la piccola e semplice meditazione che faceva consacrandosi a quei compiti così umili e disprezzati, come per le estasi e i rapimenti così frequenti in lei, e che forse le furono concessi proprio in ricompensa di quell'umiltà e di quell'abiezione. Ecco com'era la sua meditazione: mentre preparava da mangiare per suo padre, pensava di prepararlo per Nostro Signore, come S. Marta; per lei sua madre le ricordava la Madonna; i fratelli, gli Apostoli. In tal modo pensava nel suo spirito di servire tutta la corte celeste e si adoperava in quei piccoli lavori con molta dolcezza, perché sapeva che quella era la volontà di Dio.

(...) Poni mano a cose forti, applicandoti alla meditazione e all'orazione, all'uso dei sacramenti, a donare amore a Dio e alle anime, -a spargere buoni pensieri nei cuori, a fare insomma opere grandi e importanti secondo la tua vocazione; ma non dimenticare il fuso e la conocchia, ossia pratica quelle piccole e umili virtù che crescono come fiori ai piedi della Croce: il servizio dei poveri, la visita ai malati, la cura della famiglia, con tutto quello che comporta, con una diligenza che non ti lascerà mai tempo per l'ozio; e in tutte queste faccende cerca di avere pensieri simili a quelli che, come ti ho detto, aveva S. Caterina in tali situazioni.

Le grandi occasioni di servire Dio si presentano raramente, le piccole invece le hai sempre: ora, chi sarà fedele nel piccolo, dice il Salvatore, avrà un incarico grande. Fa dunque tutto in nome di Dio, e tutto sarà fatto bene. Sia che tu mangi, sia che tu beva, sia che tu dorma, sia che ti diverta, sia che tu giri lo spiedo, purché tu porti avanti bene le tue faccende, trarrai sempre grande profitto al cospetto di Dio, perché fai tutte le cose che Dio vuole che tu faccia"
(FILOTEA, cap. XXXV)

Soltanto una briciola della ricchezza e dell'attualità di Francesco di Sales (Thorens-Glières, 21 agosto 1567 – Lione, 28 dicembre 1622) , il quale, già nel XVII secolo ricordava che la chiamata alla santità è rivolta a tutti gli uomini e indicava la varietà di vocazioni a cui il Signore indirizza i suoi figli.

Ne parleremo anche SABATO 23 GENNAIO, ore 17.30 presso l'AIAS di San Biagio!

Seguirà un momento conviviale in loco, quindi, alle ore 21, presso la chiesa del monastero della Visitazione di Pistoia, approfondiremo alcuni aspetti della spiritualità e della testimonianza di Francesco di Sales.

(Se possibile confermate la vostra presenza per la cena!)

un abbraccio a tutti e a presto...anzi, a sabato!

martedì 15 dicembre 2009

Gruppi di ascolto della Comunità Maria Madre Nostra all'Aias


Anche da noi iniziano in questo tempo forte che precede il Natale i Gruppi di Ascolto fortemente voluti dal nostro Vescovo.
I Gruppi di Ascolto sono formati da un gruppetto di persone che si riuniscono per ascoltare il Vangelo in famiglia. Lo scopo è quello di crescere nella conoscenza del Vangelo e del Signore Gesù, insieme agli altri. Il gruppo è guidato da un animatore, il cui compito consiste nell'aprire l'incontro con una brevissima spiegazione del brano del Vangelo, a cui segue un tempo di silenzio perchè tutti possano rileggersi il brano con attenzione. Al silenzio segue lo scambio ed il confronto dove che vuole può condividere con gli altri le riflessioni, le domande, le sensazioni, che l'ascolto di quel brano gli ha suscitato.
Venerdì 18 Dicembre dalle ore 21:00 alle ore 22:00 ci divideremo in tre diverse famiglie, ciascuno di noi può scegliere il luogo più comodo alle proprie esigenze in quanto ogni gruppo tratterà lo stesso brano del Vangelo contemporaneamente.
Mettiamo qui di seguito gli indirizzi delle famiglie che si sono rese disponibili:
  • Casa di Simone e di Fiammetta Del Bino via D'Aragona - Bottegone
  • Casa di Elena e Mafalda Premuda Viale Adua 115 - Pistoia
  • Casa di Laura Corrieri e Bruno via Busoni 1 - Pistoia
Per ulteriori informazioni potete chiamare :
Irene. 328 8852699
Massimo: 333 22 36355
Ugo: 3386 509437

lunedì 14 dicembre 2009

Riflessioni di Natale

Ci si avvicina a Natale e i giorni trascorsi a La Verna assieme a Irene hanno portato spunti per riflessioni legate a questo evento. Riflessioni che vorrei condividere con voi.

Innanzitutto, come immagino sappiate, il luogo della nascita è una mangiatoia. Io ho sempre pensato che volesse simboleggiare semplicità e povertà, in realtà mi hanno fatto notare che c'è dell'altro. Gesù nasce a Betlemme, nome che voul dire "casa del pane", in una mangiatoia poiché egli sarà pane di vita. Nasce in una mangiatoia perché il suo destino è quello di essere mangiato. Incredibile, ma io non ci avevo mai pensato e probabilmente non ci sarei mai arrivato se non me l'avesse fatto notare una gentile suora. Eppure si sa che Dio non spreca le sue forze e nulla avviene per caso.

Da qui segue allora un altro ragionamento: queste "Dioincidenze" (termine noto a chi è venuto con me in Etiopia) ci sono nella vita di tutti i giorni? La risposta ovviamente è sì, basta avere occhi per poterle vedere (dice il Piccolo Principe: "Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi").
Non c'è dubbio che viviamo in un periodo di grandi grazie infatti molti sono i Santi moderni che ci hanno lasciato traccia di un cammino da seguire. Dobbiamo imparare da loro per mettere Dio al centro della nostra vita.
Un altro spunto, ce l'ha dato un ragazzo, dicendoci che lui nel presepe, oltre alle varie statuine, ci mette anche il crocifisso. Per lui il Natale rappresenta l'inizio della Pasqua.

Infine il Natale è un periodo molto rumoroso, c'è traffico e la gente si affolla dentro i negozi, per questo è importante riscoprire il valore del silenzio. Silenzio in noi e negli altri.

Stamattina alla mensa dei poveri di Torino c'è stato un po' di trambusto, poiché, complice il freddo, latte e thé sono finiti. Potete immaginare che l'umore di chi vive per strada, dopo vedersi rifutata una tazza di latte, non possa essere dei migliori. In tutto il trambusto però chi ha avuto la peggio è chi è stato silenzioso nel suo tavolo. Alla fine suor Teresa ce l'ha fatto notare: i prepotenti hanno avuto quello che volevano, gli altri sono rimasti a bocca asciutta perché non ci siamo accorti di loro che invece, ultimi tra gli ultimi, avrebbero dovuti essere al centro della nostra attenzione. Vi invito quindi in questi giorni a cercare quelle persone che, in un modo o in un altro, sono silenziose, invisibili. E con ciò naturalmente non mi riferisco solo ai barboni: ognuno ha modo di esprimere il proprio silenzio.

Andrea

martedì 8 dicembre 2009

Avvento 2009

Cari amici, vi ringrazio per la partecipazione all'incontro di sabato scorso!Vi propongo di seguito alcuni brani del discorso di Benedetto XVI agli Artisti di Sabato, 21 novembre 2009.
Meditando sulla Bellezza del Natale e sulla Bellezza che scopriamo ogni giorno nel "continente dell'handicap"...

immagini da BEATO ANGELICO – Armadio degli Argenti – Museo di San Marco, Firenze, 1452-1453
(Le citazioni bibliche sono quelle riportate nei cartigli all'interno delle scene dipinte dal Beato Angelico ed evidenziano la relazione di profezia e compimento tra Antico e Nuovo Testamento)

Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Isaia, VII, 14
Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.Luca, I, 30-31

Che cosa può ridare entusiasmo e fiducia, che cosa può incoraggiare l’animo umano a ritrovare il cammino, ad alzare lo sguardo sull’orizzonte, a sognare una vita degna
della sua vocazione se non la bellezza? Voi sapete bene, cari artisti, che l’esperienza del bello, del bello autentico, non effimero né superficiale, non è qualcosa di accessorio o di secondario nella ricerca del senso e della felicità,
perché tale esperienza non allontana dalla realtà, ma, al contrario, porta ad un confronto serrato con il vissuto quotidiano, per liberarlo dall’oscurità e trasfigurarlo, per renderlo luminoso, bello.

***
Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il
segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre,Principe della pace
. Isaia, IX, 5
Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. Luca, II, 7-6
La via della bellezza ci conduce, dunque, a cogliere il Tutto nel frammento, l’Infinito nel finito, Dio nella storia dell’umanità. Simone Weil scriveva a tal proposito: “In tutto quel che suscita in noi il sentimento puro ed autentico del bello, c’è realmente la presenza di Dio. C’è quasi una specie di incarnazione di Dio nel mondo, di cui la bellezza è il segno. Il bello è la prova sperimentale che l’incarnazione è possibile. Per questo ogni arte di prim’ordine è , per sua essenza,
religiosa”.

***
Circoncidetevi per il Signore, circoncidete il vostro cuore. Geremia IV, 4
Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. Luca, II, 21
L’autentica bellezza, invece, schiude il cuore umano alla nostalgia, al desiderio profondo di conoscere, di amare, di andare verso l’Altro, verso l’Oltre da sé. Se accettiamo che la bellezza ci tocchi intimamente, ci ferisca, ci apra gli occhi, allora riscopriamo la gioia della visione, della capacità di cogliere il senso profondo del nostro esistere, il Mistero di cui siamo parte e da cui possiamo attingere la pienezza, la felicità, la passione dell’impegno quotidiano.
***
Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi. A lui tutti i re si prostreranno, lo serviranno tutte le nazioni. Salmo 72 10,11
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Matteo I, 11
La bellezza, da quella che si manifesta nel cosmo e nella natura a quella che si esprime attraverso le creazioni artistiche, proprio per la sua caratteristica di aprire e allargare gli orizzonti della coscienza umana, di rimandarla oltre se stessa, di affacciarla sull’abisso dell’Infinito, può diventare una via verso il Trascendente, verso il Mistero ultimo, verso Dio. L’arte, in tutte le sue espressioni, nel momento in cui si confronta con i grandi interrogativi dell’esistenza, con i temi fondamentali da cui deriva il senso del vivere, può assumere una valenza religiosa e trasformarsi in un percorso di profonda
riflessione interiore e di spiritualità.

***
Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voisospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti. Malachia III,1
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore. Luca 2, 22

Si parla, in proposito, di una via pulchritudinis, una viadella bellezza che sostituisce al tempo stesso un percorso artistico, estetico, e un itinerario di fede, di ricerca teologica. Il teologo Hans Urs von Balthasar apre la sua grande opera intitolata Gloria. Un’estetica teologica con queste suggestive espressioni: “La nostra parola iniziale si chiama bellezza. La bellezza è l’ultima parola chel’intelletto pensante può osare di pronunciare, perché essa non fa altro che incoronare, quale aureola di splendore inafferrabile, il duplice astro del vero e del bene e il loro indissolubile rapporto”. Osserva poi: “Essa è la bellezza disinteressata senza la quale il vecchio mondo era incapace di intendersi, ma che ha preso congedo in punta di piedi al moderno mondo degli interessi, per abbandonarlo alla sua cupidità e alla sua tristezza. Essa è la bellezza che non è più amata e custodita nemmeno dalla religione”. E conclude: “Chi, al suo nome, increspa al sorriso le labbra, giudicandola come il ninnolo esotico di un passato borghese, di costui si può essere sicuri che – segretamente o apertamente – non è più capace di pregare e, presto,nemmeno di amare”.

***
Ecco, errando fuggirei lontano, abiterei nel deserto. Salmo 55, 8
Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino pern ucciderlo. Matteo, II,
13
La bellezza colpisce, ma proprio così richiama l’uomo al suo destino ultimo, lo rimette in marcia, lo riempie di nuova speranza, gli dona il coraggio di vivere fino in fondo il dono unico dell’esistenza. La ricerca della bellezza di cui parlo, evidentemente, non consiste in alcuna fuga nell’irrazionale o nel mero estetismo.

***
L'Egitto diventerà una desolazione e l'Idumea un brullo deserto per la violenza
contro i figli di Giuda, per il sangue innocente sparso nel loro paese
. Gioele
3,19
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Matteo 2,16
Il legame profondo tra bellezza e speranza costituiva anche il nucleo essenziale del suggestivo Messaggio che Paolo VI indirizzò agli artisti alla chiusura del Concilio
Ecumenico Vaticano II, l’8 dicembre 1965: “A voi tutti -egli proclamò solennemente - la Chiesa del Concilio dice con la nostra voce: se voi siete gli amici della vera arte, voi siete nostri amici!” (Enchiridion Vaticanum, 1, p. 305). Ed aggiunse: “Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore
degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani…
Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo”
(Ibid.).
***
I saggi saranno confusi, sconcertati e presi come in un laccio.Essi hanno rigettato
la parola del Signore,quale sapienza possono avere?
Geremia VIII, 9
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio,seduto in mezzo ai dottori, mentre li
ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore
per la sua intelligenza e le sue risposte
. Luca, II, 46-47
Cari Artisti, avviandomi alla conclusione, vorrei rivolgervi anch’io, come già fece il mio Predecessore, un cordiale, amichevole ed appassionato appello. Voi siete custodi della bellezza; voi avete, grazie al vostro talento, la possibilità di parlare al cuore dell’umanità, di toccare la sensibilità individuale e collettiva, di suscitare sogni e speranze, di ampliare gli orizzonti della conoscenza e
dell’impegno umano. Siate perciò grati dei doni ricevuti e pienamente consapevoli della grande responsabilità di comunicare la bellezza, di far comunicare nella bellezza e attraverso la bellezza! Siate anche voi, attraverso la vostra arte, annunciatori e testimoni di speranza per l’umanità! E non abbiate paura di confrontarvi con la sorgente prima e ultima della bellezza, di dialogare con i credenti, con chi,come voi, si sente pellegrino nel mondo e nella storia verso
la Bellezza infinita! La fede non toglie nulla al vostro genio, alla vostra arte, anzi li esalta e li nutre, li incoraggia a varcare la soglia e a contemplare con occhi affascinati e commossi la méta ultima e definitiva, il sole senza tramonto che illumina e fa bello il presente.